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Schede Perforate: Dai telai Jacquard alla rivoluzione digitale

2025-11-06
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Schede perforate (note anche come schede Hollerith o schede perforate per l'archiviazione di dati su carta perforata) rappresentano uno storico ma cruciale supporto di archiviazione e input di dati che ha svolto un ruolo fondamentale nello sviluppo iniziale dell'informatica. Prima dell'avvento di mouse, tastiere o anche di schermi adeguati, le schede perforate fungevano da mezzo principale di comunicazione con i computer.

Questi fogli di cartone rettangolari, perforati con vari schemi di fori, codificavano diversi caratteri e comandi. Ogni scheda conteneva tipicamente 80 colonne di informazioni testuali nascoste all'interno di quei fori perforati. Fino all'emergere dei sistemi operativi con interfaccia utente grafica (GUI) negli anni '90, le schede perforate sono rimaste il metodo dominante per l'immissione di dati nella maggior parte dei sistemi informatici.

Origini storiche

Il concetto di schede perforate precede i computer di secoli, con le sue radici che risalgono all'industria tessile e in particolare al telaio Jacquard.

Il telaio Jacquard: automazione della produzione tessile

Nel 1801, l'inventore francese Joseph Marie Jacquard sviluppò un telaio automatizzato che utilizzava schede perforate per controllare il sollevamento dei fili dell'ordito durante la tessitura. Questa innovazione ha consentito la produzione automatizzata di modelli di tessuto complessi. Ogni scheda corrispondeva a una riga del disegno del tessuto, con i fori che determinavano quali fili dell'ordito sarebbero stati sollevati.

Questa automazione rivoluzionaria ha notevolmente migliorato l'efficienza della produzione tessile e ha gettato le basi per lo sviluppo della successiva tecnologia informatica.

Herman Hollerith e la macchina tabulatrice del censimento

Alla fine del XIX secolo, l'Ufficio del censimento degli Stati Uniti dovette affrontare una sfida monumentale: elaborare grandi quantità di dati del censimento in modo efficiente. Il censimento del 1880 aveva richiesto sette anni per essere completato, rendendo sempre più problematica la tempestiva conclusione dei censimenti successivi.

Herman Hollerith affrontò questa sfida inventando una macchina tabulatrice basata su schede perforate nel 1890. Il suo sistema funzionava attraverso tre processi chiave:

  1. Immissione dei dati: Le informazioni del censimento sono state codificate su schede perforate, con ogni scheda che rappresentava un individuo e i fori che indicavano vari attributi.
  2. Lettura delle schede: Il tabulatore utilizzava spazzole elettriche per leggere i fori, completando i circuiti che attivavano i contatori corrispondenti.
  3. Elaborazione dei dati: La macchina compilava automaticamente le statistiche in base alle informazioni perforate.

L'invenzione di Hollerith ridusse il tempo di elaborazione del censimento del 1890 a soli tre anni. La sua Tabulating Machine Company, fondata nel 1896, divenne infine International Business Machines (IBM) nel 1924.

Specifiche tecniche

Le schede perforate utilizzavano la codifica binaria su 80 colonne, con ogni colonna contenente due righe di 40 caratteri. La presenza o l'assenza di fori rappresentava valori binari (1 o 0), consentendo quattro possibili combinazioni per colonna:

  • 00 (nessun foro/nessun foro)
  • 01 (nessun foro/foro)
  • 10 (foro/nessun foro)
  • 11 (foro/foro)

Sono emersi diversi sistemi di codifica, in particolare:

Codifica Hollerith: Utilizzava 12 posizioni dei fori per colonna per rappresentare caratteri alfanumerici.

EBCDIC: Il codice di interscambio decimale codificato binario esteso di IBM utilizzava rappresentazioni binarie a 8 bit.

Applicazioni e declino

Le schede perforate svolgevano tre funzioni principali:

  1. Archiviazione dei dati: Fornivano l'archiviazione offline per programmi e set di dati
  2. Input del programma: Consentivano il caricamento diretto del codice senza immissione manuale
  3. Elaborazione dei dati: Consentivano l'ordinamento e l'organizzazione per soggetto o alfabeticamente

I loro limiti divennero evidenti alla fine del XX secolo:

  • Capacità di archiviazione limitata (80 caratteri per scheda)
  • Soggette a errori (gli errori richiedevano una riperforazione completa)
  • Velocità di elaborazione lenta
  • Elevati costi delle apparecchiature

Lo sviluppo di nastri magnetici, dischi rigidi e successive tecnologie di archiviazione ha reso obsolete le schede perforate negli anni '80.

Eredità culturale

Sebbene non più pratiche, le schede perforate rimangono significative come:

  • Primi esempi di rappresentazione di dati binari
  • Pionieri dell'automazione dell'elaborazione delle informazioni
  • Simboli culturali dell'informatica iniziale
  • Ispirazione per artisti e designer

La loro storia esemplifica l'evoluzione tecnologica, dimostrando come anche strumenti obsoleti possano plasmare le innovazioni future. Le schede perforate rappresentano un capitolo cruciale nella storia dell'informatica, segnando la transizione dell'umanità nell'era digitale.

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